Con la frase “caduta stagionale dei capelli” andiamo a identificare l’aumento della caduta dei capelli nella stagione autunnale (cioè i mesi che vanno da inizio settembre a fine novembre) e nel periodo primaverile (i mesi da aprile a maggio). Questo evento colpisce sia il sesso femminile che quello maschile senza nette differenze tra i due sessi e non è stato ancora del tutto spiegato dalla scienza contemporanea.
Possiamo tuttavia ipotizzare che le origini di questo problema si possiamo ritrovare in tre diverse cause:
1) Alcuni studiosi in campo tricologico pensano che la caduta di capelli sia dovuta alla differenza del rapporto tra le ore di buio e quelle di luce, con diretta modifica dell’equilibrio ormonale.
2) Alcuni tricologici riconoscono le cause in elementi di tipo psico-sociologico come l’aumento dello stress a seguito della ripresa dell’attività lavorativa e di ritmi di vita convulsi.
3) La maggior parte degli specialisti che hanno studiato il fenomeno lo imputa ad una nostra affinità genetica con i mammiferi che nella stagione autunnale subiscono la muta del pelo.
Un altro dei fattori che scatena la caduta di capelli in autunno è l’eccesso di sole estivo e l’accumulo dei radicali liberi che può danneggiare il bulbo del capello.
L’insieme di questi elementi contribuisce a scatenare una caduta che spesso desta preoccupazione in molte persone durante i mesi autunnali.
E’ bene quindi distinguere tra perdita di capelli anomala e caduta di capelli stagionale. Questo perchè la caduta anomala può celare affezioni del cuoio capelluto quali seborrea, alopecia seborroica o alopecia androgenetica.
Per fortuna una caduta anomala è riconoscibile grazie ai test del capello (pull test, wash-test e tricogramma) che i centri dell’Istituto Svizzero Dermes offrono la possibilità di effettuare.
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martedì 10 settembre 2013
giovedì 30 maggio 2013
Dire basta al fumo aiuta la salute dei capelli
Come ogni anno il 31 maggio si festeggia la Giornata Mondiale senza Tabacco, un
giorno pensato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per ricordare a
tutti che il fumo nuoce gravemente alla salute e ogni anno uccide 6 milioni di persone a causa di
patologie strettamente correlate al consumo abituale di tabacco. Quest’anno il
tema scelto dall’OMS, organizzato dall’OFAD (Osservatorio Fumo, Alcol e Droga)
è il divieto della pubblicità, della promozione e della sponsorizzazione del
tabacco.
Il tabacco oltre a essere dannoso per la salute del nostro
sistema cardio-vascolare e respiratorio influisce negativamente anche sui
nostri capelli causandone indebolimento e possibile caduta precoce. Il fumo agisce infatti da vaso-costrittore diminuendo l’ossigenazione del sangue con
conseguente sofferenza dei follicoli piliferi dove nascono e si sviluppano i
nostri capelli che risentono del mancato apporto di ossigeno e faticano a far
crescere un capello sano e robusto.
In seguito a questo motivo i capelli dei fumatori abituali
sono fortemente a rischio indebolimento e caduta precoce se non si interviene
interrompendo il consumo di sigarette e coadiuvando la ricrescita con
trattamenti rinforzanti e stimolanti. Purtroppo gli effetti del fumo non sono
solo legati alla mancata ossigenazione della cute, i componenti chimici del
fumo vanno infatti a depositarsi sui capelli indebolendoli e
infiammando i follicoli causando una produzione alterata di sebo.
Si tratta di effetti importanti che, nel lungo periodo,
vanno a sommarsi ai problemi a cui i fumatori vanno incontro a livello cardiaco
e respiratorio. L’Istituto Svizzero Dermes condivide questa campagna di
sensibilizzazione e mette a disposizione i propri consulenti per coadiuvare
chi, partendo da questo spunto, decide di dedicare un po’ di attenzione a se
stesso. Il primo consiglio è quindi quello di interrompere il consumo di
tabacco, il secondo è prendersi cura
della salute dei propri capelli tenendo conto dei danni dovuti al fumo.
mercoledì 17 aprile 2013
Alopecia areata: ne soffre il 2% della popolazione
Una recente ricerca ha messo in evidenza che ben il 2% della
popolazione italiana soffre di un’affezione della cute definita alopecia areata
che si manifesta con un'improvvisa caduta di capelli. Si tratta di un fenomeno
che ha delle cause ancora non ben definite che possono essere di origine
nervosa, ormonale o genetica. E’ interessante notare come la perdita improvvisa
di capelli sia particolarmente frequente in categorie professionali che
lavorano in orari notturni (operai, guardiani ecc.) con conseguente alterazione
del ritmo sonno-veglia e predisposizione ad accumulare ansia e stress.
Il disagio più profondo delle persone che subiscono la
perdita improvvisa dei capelli è quello psicologico: l’alopecia areata può
colpire zone del corpo coperte dall’abbigliamento oppure zone più visibili come
la testa. In questo caso la sensazione di stress psicologico può essere molto
forte e compromettere le relazioni sociali e la vita quotidiana delle persone.
Fortunatamente la perdita di capelli causata dall’alopecia
areata non è irreversibile e i capelli possono ricrescere se sostenuti da
trattamenti mirati volti a stimolare la vascolarizzazione dei bulbi piliferi
dove nasce e si sviluppa il capello. Il problema maggiore è quello di contenere
il disagio psicologico che la persona avverte dopo la caduta e, in questi casi,
è bene rivolgersi a specialisti che siano attenti anche al lato umano del
problema visto che terapie puramente farmacologiche non sempre danno i
risultati sperati.
domenica 23 dicembre 2012
Botulino: una nuova causa di caduta dei capelli?
Ricorrere al botox per cancellare le rughe potrebbe avere l’effetto indesiderato di fare sparire anche i capelli. E’ l’ipotesi alla base di un team di ricerca della Sorbona, guidato da un dermatologo italiano, che mette in possibile correlazione l’uso del botulino a scopo estetico con la caduta improvvisa dei capelli.
L’allarme è stato lanciato dallo stesso dottor Fabio Rinaldi, presidente dell’International Hair Research Foundation (IHRF), in seguito all’accertamento su alcuni pazienti che si erano sottoposti al trattamento con il botox nel corso dell’anno precedente. L’effetto osservato, comune alle 3 pazienti osservate, è stato un aumento nella caduta di capelli, con un “visibile arretramento della linea frontale” della capigliatura.
Il rapporto di causa-effetto tra botulino e caduta dei capelli resta ancora da dimostrare con certezza, motivo per cui il dottor Rinaldi invita a fornire segnalazioni su casi simili all’IHRF. Per il momento, resta aperta la questione dell’utilizzo di questa potente tossina naturale, che raramente ha avuto effetti collaterali durante gli usi a scopo cosmetico, per nascondere i segni dell’età dal volto. Utilizzo che, magari, potrebbe portare inaspettatamente all'alopecia.
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