giovedì 20 settembre 2012

Doppie punte, capelli secchi e sfibrati: dopo l’estate.

Le vacanze tanto attese sono state salutari e rigeneranti per il fisico e la mente, ma con una conseguenza spiacevole: i capelli sono in condizioni pessime, sfilacciati, secchi, più fini e opachi.
È un fenomeno abbastanza comune che in alcuni casi si manifesta con maggiore evidenza soprattutto quando si hanno capelli sottili e deboli per natura.

Il fatto che sta per cominciare l’autunno complica ulteriormente la situazione perché in questo periodo la perdita dei capelli aumenta in modo fisiologico. Di conseguenza ci si può ritrovare con una capigliatura davvero dimessa e fragile, non di rado i diretti interessati si presentano nei centri tricologici con frasi come: “ho i capelli rovinati” o “ho i capelli in uno stato terribile”.

Le situazioni peggiori si verificano quando l’estate e i suoi alleati (sole, acqua marina, vento, cloro delle piscine, lavaggi ripetuti, spazzolature continue, ecc.) infieriscono su una chioma già debole e colpita da un diradamento anomalo. A questo punto si rischia di essere sottoposti a un notevole stress psicologico con il risultato di aggravare ulteriormente la situazione complessiva. Nella maggior parte dei casi, per ritornare in possesso di una chioma sana, o perlomeno dignitosa, è importante seguire alcuni accorgimenti.

Utilizzare shampoo e detergenti delicati

Nei periodi in cui il cuoio capelluto è più stressato e i capelli sono sottoposti ad agenti aggressivi esterni, è importante che lo shampoo non sia troppo aggressivo, specialmente se i lavaggi sono frequenti. Durante il lavaggio è sicuramente salutare massaggiare la cute delicatamente con i polpastrelli e risciacquare con acqua tiepida, dato che quella molto calda tende a destrutturare il fusto dei capelli.

Il potere ristrutturante del balsamo

Chi si tratti di un buon balsamo protettivo e disciplinante o di una maschera nutritiva e ristrutturante, è utile, dopo il lavaggio, fornire ai capelli questo ulteriore apporto di ingredienti possibilmente naturali. Oltre a proteggere e rinvigorire balsami e maschere di buona qualità restituiscono un po’ di lucentezza ai capelli.

L’asciugatura è più importante di quel che si crede

Si consiglia innanzitutto di evitare la piastra. L’esperienza ci dice che chi ne fa un uso regolare rischia di più di danneggiare i capelli rendendoli secchi e sfibrati. Ovviamente se il capello è di costituzione debole e fine i danni al fusto sono di maggiore entità. Analogamente se dopo l’estate si usa la piastra su capelli che hanno perso la cuticola o con doppie punte il rischio di “rovinare” i capelli è alto.

Per evitare che anche il phon non si trasformi in uno strumento di devastazione della struttura dei capelli è utile usare alcuni accorgimenti:
  • asciugare e tamponare i capelli con un asciugamano prima di avviare il phon;
  • mantenere la fonte di calore a una distanza di qualche centimetro dal cuoio capelluto;
  • non impostare una temperatura troppo alta che possa seccare i capelli. Capelli molto secchi sono più inclini e sfibrarsi perdendo colore e brillantezza;
  • ridurre al minimo indispensabile la pettinatura dei capelli quando sono ancora bagnati.


Gli integratori alimentari non sono la panacea di tutti i mali

Ampiamente sopravvalutati da molte persone che li assumono pensando di trovare la soluzione ai più svariati problemi di capelli, dalle doppie punte ai capelli fini,
dalla secchezza alla caduta eccessiva, gli integratori sono realmente appropriati solo quando permettono di compensare una carenza alimentare o un difetto metabolico. L’esempio più comune è quello di una persona che sta facendo una dieta restrittiva nella quale alcune sostanze o elementi importanti per lo sviluppo dei capelli sono carenti.
In questi casi è conveniente affidarsi a un medico o dietologo per capire se e quali integratori sono idonei al caso specifico. Se al ritorno dalle vacanze e dopo la ripresa dell’attività lavorativa i capelli sono in sofferenza, visivamente danneggiati e deteriorati, o addirittura colpiti da una caduta anomala e allarmante, gli integratori vanno presi in considerazione come coadiuvanti di trattamenti più elaborati.

Quando il problema diventa serio si ricorre agli specialisti

Se il deterioramento dei capelli è davvero pronunciato e si protrae più a lungo del previsto è consigliabile agire rapidamente per esaminare lo stato della capigliatura e individuare eventuali problemi di salute. Il discorso vale doppiamente nel caso di perdita eccessiva di capelli che va avanti da settimane o mesi senza soluzione di continuità. Eventi di questo tipo vanno affrontati con determinazione e in modo tempestivo prima che si verifichi un diradamento evidente del cuoio capelluto. Una visita tricologica presso dei centri professionali può risultare fondamentale per individuare le cause del problema e cominciare a contrastarlo direttamente con trattamenti tricologici mirati.

martedì 17 luglio 2012

FINASTERIDE per la caduta capelli: controindicazioni ed effetti collaterali

La finasteride è un farmaco che funziona come inibitore dell'enzima 5-alfa reduttasi di tipo II, l’enzima responsabile della caduta dei capelli nei casi di alopecia androgenetica. Curiosamente, però, il finasteride non nesce per curare la calvizie, ma come farmaco utile nella cura del cancro alla prostata. Solo per caso si scoprì che era efficace nell’inibire l’enzima 5-alfa reduttasi, e quindi di bloccare la conversione del testosterone in diidrotestosterone, cioè l’androgeno che pare sia il principale responsabile della caduta precoce dei capelli e che abbia anche un ruolo nell’iperproduzione sebacea.

I farmaci basati su finasteride funzionano? Bloccano la caduta di capelli?

Quando l’effetto inibitorio della finasteride sull'enzima 5-alfa reduttasi venne confermato scientificamente si pensò di impiegarla per contrastare la perdita dei
capelli. Nel 1997 la multinazionale farmaceutica Merck ottenne l'approvazione dalla Food and Drug Administration per la commercializzazione della
finasteride (con il nome di Propecia) per il trattamento dell'alopecia androgenetica; due anni dopo il farmaco sbarcò anche in Italia.

Affinché la finasteride come farmaco anticalvizie venisse approvato dalle autorità preposte, fu eseguito uno studio di 5 anni con persone soggette a una perdita di capelli rilevante. La ricerca dimostrò che in 2 pazienti su 3 la caduta dei capelli si era arrestata e in qualche caso si era verificata anche una certa ricrescita. In particolare, un gruppo di dermatologi indipendenti dichiarò che il trattamento con 1 mg di finasteride al giorno aveva avuto successo nel 42% dei casi. Altri studi hanno confermato che la finasteride è efficace solo se assunta per lunghi periodi di tempo; se viene interrotta la somministrazione, invece, l’azione anticaduta si asaurisce nel giro di circa 6 mesi.

Finasteride: rischi per la salute, effetti collaterali, controindicazioni. Quello che non vi dicono.

Chi commercializza il farmaco finasteride e i dermatologi che lo propongono come cura e rimedio sicuro non raccontano tutto. Nel migliore dei casi viene citata la ricerca “ufficiale”, secondo la quale si riscontrano effetti indesiderati e problemi di vario ordine solo nel 2-3% dei casi trattati.
Gli effetti collaterali provati includono:
  • danni all’apparato genitale e urinario;
  • significativo calo della libido;
  • disturbi dell’erezione;
  • problemi di eiaculazione;
  • rischio potenziale di carcinoma mammario.

Quello che raramente viene detto è che esistono numerose ricerche e testimonianze dirette che elevano drammaticamente la percentuale di soggetti che patisce qualcuno di questi effetti collaterali a causa dell’assunzione di finasteride per contrastare la caduta dei capelli. Di seguito segnaliamo alcune fonti molto autorevoli che dipingono un quadro ben più fosco sull’argomento:

Per questi motivi l’Istituto Svizzero Dermes rifiuta l’approccio farmacologico adottando strategie e tecniche meno invasive e rischiose. Trattamenti tricologici, prodotti anticaduta e tecnologie per rinforzare i capelli, combinati in protocolli di intervento personalizzabili a seconda delle caratteristiche dei soggetti coinvolti, costituiscono metodologie flessibili ed estremamente efficaci che possono fare a meno della finasteride e di tutte le problematiche che ne accompagnano l’assunzione.

martedì 10 luglio 2012

Capelli che si diradano e si assottigliano: capelli che invecchiano

Raramente ci si pensa, ma l’indebolimento e il diradamento dei capelli non è solo dovuto ad anomalie della cute o cause genetiche, dipende anche dal normale invecchiamento biologico, che così come fa comparire le rughe, comporta anche la progressiva atrofizzazione dei follicoli e, di conseguenza, l’assottigliamento e la caduta dei capelli. Ovviamente questo processo varia da persona a persona, ma la semplice verità è che i capelli invecchiano con noi. Senonché bisogna considerare che oltre al naturale invecchiamento biologico, a differenza di altre parti del corpo, i capelli subiscono spesso l’aggressione di trattamenti innaturali come phon e piastra, tinture, stirature e decolorazioni, permanenti e così via; anche spazzolature troppo energiche condotte giornalmente possono costituire una minaccia dato che sottopongono i capelli a stress da trazione.

Su questo versante le donne sono più vulnerabili ed è anche per questo che sono ormai circa la metà di coloro che si rivolgono al tricologo. Inoltre va rilevato che la media di età si sta abbassando e molte delle giovani donne che si presentano nei centri tricologici mostrano segni di sofferenza da stress: spesso il diradamento dei capelli segue prolungati periodi di tensione psicologica o eventi traumatici. Il gruppo di età fra i 40 e i 60 anni, tra le donne, resta comunque il più numeroso. Qui la diminuzione degli estrogeni, che accompagna l'avvicinamento alla menopausa, gioca un ruolo importante nell’assottigliare i capelli, rendendoli più fini, deboli e opachi. Cos’è questo se non invecchiamento biologico?

Negli uomini il fenomeno dell’invecchiamento è decisamente più accelerato; il ciclo di vita dei capelli è molto più corto (dura per non più di 2/4 anni, mentre nelle donne può raggiunge i 6 anni), ma i sintomi sono gli stessi:
assottigliamento, perdita di lucentezza (i capelli diventano più spenti e opachi) e diradamento. La differenza è che negli uomini la caduta si concentra sulle tempie e sul vertice della testa prima di estendersi a tutto il capo; nelle donne invece il diradamento procede in modo generalizzato su tutto il cuoio capelluto.

Sono molte le tecniche con cui si può contrastare il diradamento dei capelli, gli integratori antiossidanti come la serenoa repens, sostanza estratta da una palma che cresce in Florida, sono utili per rinforzare la capigliatura e rallentare la perdita di capelli. Esistono anche farmaci, basati sul principio attivo della finasteride, che inibiscono l’enzima 5-alfa-reduttasi responsabile dell’assottigliamento dei capelli. L’Istituto Svizzero Dermes a un approccio farmacologico, con tutti i rischi e gli effetti collaterali documentati dalla ricerca, preferisce il ricorso a metodi meno invasivi e, per così dire, più “naturali”. Negli anni i suoi laboratori, con il contributo dei tricologi “sul campo” hanno perfezionato trattamenti tricologici e tecnologie capaci di contrastare efficacemente assottigliamento e diradamento dei capelli.

L’esperienza insegna che al di là di problemi specifici del cuoio capelluto (come seborrea e forfora) i capelli cominciano a diventare più sottili, a crescere meno e spezzarsi facilmente, a diradarsi, anche per effetto dell’invecchiamento cellulare che rende i bulbi piliferi meno prolifici e incapaci di apportare il giusto nutrimento ai capelli in formazione. Tutto questo può essere evitato o ritardato con trattamenti che facciano uso di prodotti di grande qualità e tecnologie per rinforzare i capelli. Il ricorso a queste tecniche e alla competenza di specialisti in tricologia è alla portata di tutti, è sufficiente decidere di fare il salto di qualità affidandosi a professionisti seri e abbandonando rimedi “fai da te” e prodotti commerciali scelti un po’ superficialmente.

Evitare o contenere il diradamento dei capelli si può, basta deciderlo.

martedì 19 giugno 2012

Rimedi “naturali” per la caduta capelli

Le persone che in Svizzera e in Italia perdono i capelli sono milioni e appartengono a entrambi i sessi. Si rileva un crescente coinvolgimento delle donne che, nonostante siano geneticamente meno inclini alla caduta dei capelli, negli ultimi decenni hanno assunto uno stile di vita analogo a quello degli uomini con tutte le conseguenze negative che questo comporta per la salute.

La risposta più comune e, per così dire, meno “naturale” al diradamento dei capelli, è quella di comprare prodotti o farmaci anticaduta o che si presume possano rinforzare la capigliatura. La varietà di rimedi contro la caduta capelli a cui si ricorre a volte con troppa leggerezza, senza prima indagare le cause che producono la perdita precoce, includono:
  • shampoo anticaduta, antiforfora, antisebo e volumizzanti;
  • integratori alimentari o alla cheratina per rinforzare i capelli;
  • creme protettive per capelli;
  • fiale e lozioni anticaduta per rigenerare il cuoio capelluto;
  • farmaci come minoxidil e finasteride;
  • altro.
Ovviamente questi rimedi se usati opportunamente, tenendo in considerazione le cause e i sintomi del problema di caduta e le caratteristiche del soggetto colpito, possono essere efficaci o, almeno, d’aiuto. È importante evitare il “fai da te” ed è saggio prendere con le pinze i consigli dei parrucchieri, dato che saper tagliare e acconciare i capelli non significa saperli curare.

Ciò che sorprende è lo scarso numero di persone propense a considerare che le cause della caduta di capelli possano semplicemente risiedere nel loro stile di vita e, di conseguenza, che in tal caso basterebbe fare qualcosa sotto questo profilo, modificando i comportamenti che producono il problema. L’errore a volte sta nell’approccio: si cerca di intervenire con cure e rimedi che mirano appunto a “rimediare” a un danno invece che a prevenirlo.

Per “rimedi naturali” intendiamo quelle soluzioni che mirano a eliminare il problema alla fonte senza ricorrere all’uso di “prodotti artificiali”; rimedi “naturali” anche nel senso che dovrebbero essere i più ovvi e intuitivi, ma proprio per questo vengono scartati a priori sotto la spinta di una società che pare aver perso la capacità di pensare semplice, di far uso del buon senso.

In alcuni casi la salute dei capelli potrebbe migliorare significativamente se si evitassero una serie di comportamenti deleteri e nocivi per il cuoio capelluto:
  • stress psicologico cronico. Fa produrre all’organismo il cortisolo, una sostanza che indebolisce il sistema immunitario e riduce l’irrorazione sanguigna del cuoio capelluto. In questi casi il laser per capelli è un rimedio molto utile;
  • abuso di alcolici. L’alcol compromette il lavoro del fegato che è l’organo deputato allo smaltimento delle scorie che si accumulano nel corpo, se non vengono eliminate queste si accumulano anche sul cuoio capelluto (attraverso sebo e sudorazione) impedendo il corretto nutrimento dei capelli;
  • abuso di farmaci. Discorso analogo a quello sugli alcolici. In questo caso ad accumularsi sono le tossine contenute nei farmaci che l’organismo non riesce ad espellere regolarmente;
  • scorretto uso del phon. Asciugarsi i capelli con un phon che emette aria troppo calda, posizionandolo troppo vicino alla cute secca i capelli e danneggia il cuoio capelluto;
  • trattamenti estetici errati. Meches, tinte, stirature, piastra, ecc. alla lunga provocano danni alla struttura dei capelli, questi finiscono per assottigliarsi, sfibrarsi e infine cadere;
  • spazzolature troppo energiche. Stressano i capelli sottoponendoli a trazioni che alla lunga indeboliscono i bulbi. Analogamente, pettinare i capelli quando sono bagnati li rende più fragili;
  • fumo. È stato dimostrato che tra i fumatori la percentuale di calvi e maggiore. Probabilmente i radicali liberi prodotti dalle tossine presenti nelle sigarette danneggiano il processo di formazione dei capelli;
  • eccessiva esposizione al sole. I raggi ultravioletti in grandi quantità danneggiano il fusto del capello e la cuticola che lo riveste.
Se aggiungiamo il fatto che l’inquinamento in molte città contribuisce a indebolire i capelli favorendo la caduta, è facile rendersi conto che ci sono molti fattori ambientali ed esterni che possono influenzare negativamente il ciclo di vita dei capelli. Ciò significa che prima di ricorrere a prodotti costosi o rimedi di emergenza, bisogna imparare a prendersi cura dei capelli astenendosi da tutti quei comportamenti nocivi per la loro salute. Ovviamente i rimedi preventivi risultano decisivi solo in un piccolo numero di casi, ciò non toglie che siano un valido contributo al mantenimento di una chioma bella e resistente.

Se dopo tutte le precauzioni o persino dopo l’uso di prodotti anticaduta, il diradamento non si è ancora arrestato, allora è davvero opportuno consultare degli specialisti. L’Istituto Svizzero Dermes mette a disposizione i suoi centri tricologici per una visita di controllo gratuita e una consulenza che può risultare fondamentale per trovare una soluzione al problema.

È sufficiente prenotare l’esame del capello per avvalersi dei consigli di un esperto e, se necessario, di trattamenti professionali.

lunedì 4 giugno 2012

Dermes per il sociale

Profondamente colpita dalla tragedia accaduta in Emilia, la direzione dell’Istituto Svizzero Dermes devolve l’1% dell’incasso del mese di maggio alle popolazioni colpite dal terremoto.
Il contributo è stato destinato alla raccolta fondi “Un aiuto subito. Terremoto in Emilia” promossa da Corriere della Sera e Tg La7.
Conto Corrente IT73L0306905061 100000000671

venerdì 18 maggio 2012

Caduta dei Capelli nei Giovani

Una ricerca commissionata dal IHRF (centro internazionale per la ricerca sui capelli) e condotta a livello italiano ha prodotto dati allarmanti sulla diffusione della calvizie precoce fra i giovani, uomini e donne. Lo studio ha interessato 10.000 adolescenti fra i 13 e i 20 anni mettendo in evidenza che nonostante la giovanissima età ben il 18% sofre un problema di diradamento dei capelli. Il 60% dei ragazzi e il 40% delle ragazze sperimenta un processo di assottigliamento dei capelli e caduta precoce spesso accompagnata da una produzione di sebo in eccesso.
Perdita di capelli giovanile (femminile)
In particolare è preoccupante il crescente numero di ragazze e giovani donne colpite da alopecia androgenetica o forme più o meno palesi di alopecia seborroica o da stress. Spesso in questi casi si riscontra la coincidenza fra caduta capelli e sbagliate abitudini alimentari (diete povere o troppo restrittive), ore di sonno insufficienti e fumo. Le ragazze di solito patiscono un diradamento generalizzato del cuoio capelluto anche se non mancano i casi di perdita dei capelli a chiazze. Per i ragazzi invece il sintomo più comune è l'inizio della stempiatura e l'assottigliamento dei capelli.

Conseguenze psicologiche per giovani che perdono i capelli

Il 90% dei giovani coinvolti in questa ricerca si dicono profondamenti tristi e psicologicamente abbattuti. Il difetto estetico che si viene a creare combinato con la giovane età crea una situazione anomala che i ragazzi vivono come un problema insormontabile. Le relazioni con gli altri vengono totalmente sconvolte perchè i soggetti coinvolti perdono fiducia in se stessi e si destabilizzano al punto da rifiutare in molti casi di andare a scuola per non patire il senso di umiliazione e frustrazione coi loro coetanei. Ecco perchè è fondamentale affrontare di petto la situazione e rivolgersi immediatamente a degli esperti. Considerando la giovane età il problema è più facilmente trattabile che negli adulti. E' importante agire tempestivamente e con rimedi anticaduta composti da trattamenti tricologici e prodotti anticaduta in grado di igienizzare la cute e favorire la ricrescita. L'esame preliminare dei capelli serve a chiarire le cause ed elaborare i trattamenti adeguati al caso.

mercoledì 2 maggio 2012

Caduta dei capelli maschile e femminile



Stempiatura e diradamento
I capelli giocano da sempre un ruolo determinante nel nostro aspetto, tanto che la loro bellezza e salute incide profondamente sulla nostra autostima, influenzando il modo in cui ci relazioniamo agli altri. A fronte di una caduta anomala dei capelli e di un conseguente diradamento, l'umore subisce un netto deterioramento e diventa difficile relazionarsi agli altri in modo spontaneo e rilassato. Sul lavoro, come nel tempo libero, finiamo per perdere lo spirito positivo e costruttivo che rende piacevole la vita. Questo esito è tanto più probabile e intenso quanto più precocemente si verifica la caduta dei capelli. Per un giovane di venti o trent'anni e ancor più per una donna, anche in età più avanzata, la perdita di capelli e il diradamento della chioma rappresentano un incubo che produce apprensione e stress, innescando un circolo vizioso che amplifica il problema e rende più ardua la sua soluzione. Negli uomini generalmente la caduta si manifesta dapprima sulle tempie, producendo una preoccupante stempiatura, e sul vertice della testa, dando il via a un'incipiente chierica. Le donne invece sono soggette a un diradamento più uniforme e generalizzato con intensità variabile a seconda del tipo di alopecia da cui vengono colpite. In tutti i casi l'impatto psicologico del difetto estetico che si realizza al livello della capigliatura si riflette immediatamente sulla serenità personale.


Prevenzione e cura dei capelli

Come strutture caratterizzate da una rapida crescita, i capelli necessitano di una buona condizione fisica per ottenere uno sviluppo sano e regolare. Molti sono i fattori che possono influenzare negativamente la vita dei capelli. Stress emotivi, problemi metabolici o disturbi ormonali possono intervenire rompendo l’equilibrio esistente nella vita del follicolo e nella crescita del capello; può accadere che i follicoli in fase anagen passino a quella telogen determinando una caduta anomala. Se la causa stressante non viene rimossa in tempi rapidi i capelli rischiano di diradarsi e assottigliarsi diventando sempre più sottili e deboli fino a cadere.

La normale crescita del capello e la durata del suo ciclo di vita, sono da mettere in relazione con una buona condizione del cuoio capelluto, con una buona vitalità della papilla dermica e con una buona condizione psico-fisica dell’individuo. Ne deriva che squilibri della fisiologia del cuoio capelluto causati per esempio dall'eccesso di sebo o forfora, oppure dall'eccessiva secchezza della cute, possano condurre a un deterioramento dei capelli o addirittura alla caduta precoce.




Il trattamento tricologico

Nell’affrontare tali problematiche va naturalmente riservato il primo posto alla consulenza medica specialistica laddove si identifichino patologie; ma è innegabile che un ruolo di primo piano (da solo o parallelo alla consulenza medica) venga svolto dalla cosmetricologia e dalle strutture che la rappresentano.
Chi decide di intraprendere un trattamento cosmetricologico decide di prendersi cura della propria persona; la regolarizzazione degli squilibri del cuoio capelluto attraverso l'uso di tecniche professionali, idonei protocolli di trattamento tricologico e corrette prassi igieniche basate su prodotti di alta qualità, può risultare decisivo ai fini della conservazione di una capigliatura folta e sana. Evitare la caduta dei capelli precoce attraverso un intervento tempestivo o limitarne l'intensità grazie a un rimedio personalizzato costituirà il miglior modo per ritrovare l’autostima e recuperare la propria efficacia personale.