lunedì 14 settembre 2015

Lo zucchero è dannoso per i nostri capelli?

Esiste una possibile connessione fra il consumo eccessivo di zucchero e l’assottigliamento dei capelli?

Per ora non ci sono studi scientifici a dimostrazione di questa eventualità ma, come evidenziato da un recente articolo pubblicato sul portale Yahoo, non mancano i casi in cui questa associazione è più che evidente. Lo staff di Yahoo ha infatti intervistato due dermatologi chiedendo loro se la relazione fra consumo di zucchero e capelli fini è possibile.

La risposta non si è fatta attendere: entrambi i medici hanno sostenuto che alcuni loro pazienti hanno avuto problemi di capelli legati ad un’alimentazione troppo ricca di zucchero. Il problema, in particolare, è legato ai picchi di glucosio che il nostro sangue sperimenta a causa della continua assunzione di alimenti molto zuccherati.  Questi picchi, ha spiegato il dott. Vasiloudes, sono estremamente negativi per la salute dei nostri capelli per due motivi:

-  Il primo è stato denominato “shock diretto” e si sperimenta dopo l’assunzione di alimenti ad alto contenuto di glucosio.

-  Il secondo è un effetto indiretto causato dalla fluttuazione degli equilibri ormonali conseguenti ai picchi di zucchero nel sangue.

Gli effetti, ovviamente, non sono immediati e molte persone si accorgono dell’assottigliamento dei propri capelli solo con il tempo. Anche se la correlazione non è dimostrata a livello scientifico, spiegano entrambi gli intervistati, è quindi bene migliorare la qualità della propria alimentazione evitando i cibi estremamente ricchi di glucosio. Il concetto, ha spiegato l’esperta intervistata, non è nuovo ma è sempre bene ripeterlo: meglio una macedonia di frutta fresca piuttosto che uno snack allettante ma ricco di zucchero. I nostri capelli ci ringrazieranno!

Volete maggiori informazioni? Sul nostro sito abbiamo dedicato un articolo alla correlazione fra alimentazione e salute dei capelli!

mercoledì 17 giugno 2015

Arriva l'estate: i tuoi capelli sono pronti?

L’estate e le vacanze estive sono quasi in arrivo. Ovunque decidiate di trascorrere il vostro periodo di ferie è tuttavia indispensabile arrivare all’appuntamento con il sole estivo già preparati e consci dei rischi per pelle e capelli. Prendere un po’ di sole non fa assolutamente male, anzi, ma occorre assumere qualche precauzione per evitare di danneggiare capelli e cuoio capelluto.

In primo luogo è indispensabile non esporre eccessivamente la propria capigliatura ai raggi solari. Se siete particolarmente amanti del sole ricordatevi quindi di applicare una protezione solare specifica non solo alla pelle ma anche ai capelli. I raggi ultravioletti, infatti, possono causare scottature al cuoio capelluto o indebolire notevolmente i capelli rendendoli secchi e fragili in caso di eccessiva esposizione.

 Esistono inoltre altri fattori che, soprattutto in estate, possono contribuire all’indebolimento della nostra chioma, soprattutto se questa si presenta in cattiva salute già prima dell’inizio del periodo estivo. Phon e piastre, utilizzati in maniera frequente e continuativa, possono infatti danneggiare la fibra capillare dando vita a fenomeni come le doppie punte o il cosiddetto “effetto paglia”.

 Non dimentichiamo poi salsedine e cloro, di per sé innocui, che possono tuttavia contribuire all’indebolimento della nostra chioma se sommiamo i loro effetti a eccessiva esposizione solare e uso smodato di phon e piastre per capelli ad alta temperatura.

 In ogni caso il migliore consiglio per affrontare le insidie del periodo estivo è quello di arrivare con una capigliatura sana all’esposizione con i vari fattori di rischio. Per questo motivo presso l’Istituto Svizzero Dermes è possibile effettuare un check-up dei capelli gratuito che permette di valutare il reale stato di salute dei propri capelli e intervenire precocemente sugli eventuali problemi riscontrati in sede di analisi.

venerdì 16 gennaio 2015

Piastra per capelli: ecco come evitare di rovinare la propria chioma

Molte donne utilizzano la piastra per ottenere capelli perfettamente stirati e mostrare una capigliatura invidiabile. Tuttavia, l'utilizzo di questo strumento si presta a notevoli rischi e non è raro che, dopo una stiratura non effettuata correttamente, alcune donne si rivolgano ad un centro tricologico per ritrovare la salute dei propri capelli.

Di seguito gli errori più comuni che portano a rovinare la propria chioma:

- non eseguire un trattamento pre-stiraggio: prima di iniziare ad usare la piastra è bene proteggere i capelli con prodotti che li salvaguardino dal calore. Esistono spray protettivi da applicare sui capelli ancora umidi che servono proprio a questo scopo.

- utilizzare la piastra su capelli bagnati: si tratta di un errore molto comune che può seriamente compromettere la salute della chioma. Non è raro, quando si effettua uno stiraggio su capelli bagnati, vedere del vapore provenire dalla piastra: in questo caso è bene fermarsi e spendere ancora qualche minuto ad asciugare i propri capelli.

- effettuare uno stiraggio alla massima temperatura: sebbene le piastre moderne consentano di raggiungere temperature superiori a 200 gradi, il consiglio è quello di rimanere sempre al di sotto della temperatura massima. Temperature troppo alte possono stressare eccessivamente i capelli.

E se il danno è già fatto? Il primo consiglio è quello di effettuare un controllo dei capelli in modo da valutare l'entità del danno e definire un trattamento in grado di riportare i capelli alla naturale bellezza.

martedì 16 dicembre 2014

Trattare la calvizie con il propoli? Ecco i risultati di un recente studio scientifico

Un recente studio scientifico, realizzato in Giappone, ha messo in evidenza i benefici di un prodotto naturale derivato dall'attività delle api (il propoli) nella crescita dei capelli e dei peli.

L'esperimento, effettuato su cavie da laboratorio, ha infatti dimostrato che i principi chimici contenuti nel propoli hanno la capacità di stimolare la fase anagen del pelo senza alterare la forma e le dimensioni del follicolo pilifero.

In particolare, il propoli ha dimostrato di essere efficace nella riproduzione dei cheratociti della matrice del pelo, permettendo la ricrescita in una zona della cavia dalla quale i peli erano stati precedentemente rasati a zero.

Lo studio, sebbene possa considerarsi solo un primo passo, potrebbe aprire scenari nuovi nell'ambito della cura della calvizie e della ricrescita dei capelli in caso di abrasioni, scottature e altre particolari condizioni del cuoio capelluto. Nel frattempo è interessante constatare che un prodotto totalmente naturale ha dimostrato di avere importanti capacità nell'ambito della stimolazione follicolare.

giovedì 4 dicembre 2014

La decolorazione può danneggiare i capelli? Ecco cosa è successo ad una ragazza

Brutta esperienza per una ragazza di 19 anni di Massa che, dopo aver effettuato una decolorazione da un parrucchiere cinese, ha dovuto recarsi urgentemente presso il pronto soccorso locale. La decolorazione, evidentemente effettuata in modo non corretto, ha causato non solo la bruciatura dei capelli nella zona della nuca, ma anche una vera e propria ustione che a costretto la ragazza a numerose e dolorose medicazioni.

La ragazza dovrà attendere ancora un anno per sapere se il danno al suo cuoio capelluto sarà permanente e se i capelli ricresceranno nella zona danneggiata. La vicenda, avvenuta alcuni mesi fa, è stata messa in evidenza grazie ad un servizio della trasmissione televisiva Le Iene.

Occorre prestare molta attenzione ai prodotti utilizzati in sede di decolorazione e, soprattutto, al tempo di applicazione sui nostri capelli quando effettuiamo una tinta. Le decolorazioni effettuate in modo non corretto possono causare seri danni ai nostri capelli e, nei casi più gravi come quello in questione, intaccare anche la salute del cuoio capelluto.


lunedì 7 luglio 2014

“Lavare” i capelli con il borotalco danneggia la nostra chioma?

Avete i capelli sporchi e poco tempo a disposizione per prendervene cura? Una soluzione rapida ed efficace potrebbe sembrare il lavaggio a secco, molto diffuso soprattutto fra il pubblico femminile. La pratica consiste nel versare piccole quantità di borotalco sulla chioma, partendo dalle radici dei capelli e risalendo fino alla punta. Dopo aver eliminato i residui di talco i capelli dovrebbero risultare più puliti e meno grassi senza aver fatto uso del classico shampoo.

Sebbene sia una pratica particolarmente utilizzata è bene chiarirne gli eventuali rischi. Dopo aver applicato il borotalco è infatti opportuno lavare i capelli nell’arco di poche ore in quanto l'eccesso di sebo presente sui capelli non viene eliminato dal talco ma semplicemente assorbito. Molte donne, inoltre, riferiscono che l’utilizzo del borotalco non sempre è piacevole in quanto rende “elettrici” i capelli a causa della spazzolatura che occorre effettuare per eliminare i residui di talco. Altro inconveniente in cui ci si può imbattere è la sensazione di avere un corpo estraneo sul cuoio capelluto con conseguente prurito e tendenza a grattarsi la testa.

Insomma, sebbene il borotalco fosse uno dei rimedi più utilizzati dalle nostre nonne quando ancora non esistevano gli shampoo, è bene far attenzione al suo utilizzo e soprattutto prediligere il lavaggio di capelli e cuoio capelluto con shampoo delicati utili ad eliminare il sebo in eccesso.

martedì 20 maggio 2014

I capelli rossi scompariranno? A Milano una mostra fotografica dedicata ai pel di carota



Marina Rosso, fotografa freelance di Udine, ha recentemente creato un’interessante esposizione dedicata alla storia dei capelli rossi che, in un futuro prossimo, potrebbero presto non fare più parte della dotazione genetica degli esseri umani.
L’idea di Marina parte dalla decisione, presa nel 2011, della più grande banca del seme a livello mondiale di non accettare donatori dai capelli rossi in quanto la domanda era troppo scarsa.

Questo perché nell’ideale del “principe azzurro” delle donne single che si rivolgono alla banca, i capelli rossi vengono, nella maggior parte dei casi, esclusi come tratto somatico preferito.

La fotografa, effettuando una ricerca, ha definito una matrice da cui partire per rappresentare il gene in 48 diverse categorie combinando in modo unico l’elemento dei capelli rossi con cinque tratti fisici che ci contraddistinguono: genere, corporatura, altezza, tipologia dei capelli e colore degli occhi. A seguito di questa pre-analisi è partita per un viaggio in Europa alla ricerca di uomini e donne con queste peculiari caratteristiche fisiche.

Al termine della sua ricerca, durata sei mesi, le foto selezionate sono state 47 tra le oltre 200 figure immortalate durante il viaggio fotografico. Il risultato del suo lavoro è la mostra “The Beautiful Gene”, visionabile a Milano dal 16 aprile al 3 giugno presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia nel padiglione Olona dopo aver fatto tappa ad inizio anno presso la fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.